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“Fi.ga. e Bomboloni”, il manifesto che ha sconvolto la Notte Rosa

Ho trascorso il fine settimana a Rimini, insieme a morosa ed amici, per prendere un po’ di sole al mare e partecipare alla Notte Rosa 2010, “capodanno dell’estate” che quest’anno era esteso a tre serate.

La mia mente di Comunicatore, però, non riposa mai! Così, quando mi sono trovato di fronte ad un manifesto a dir poco singolare, non ho potuto fare a meno di scrivermi un appunto mentale per ricordarmi di parlarne qui su SocialNetWords.

Fi.ga e bomboloniIl manifesto di cui parlo è quello che vedete qui a fianco. Si tratta di una creatività abbastanza semplice, il cui lato testuale presenta il clou del messaggio e la sua particolarità. Il copy, infatti, recita: “fi. GA e bOmbOlOni”, nome di un evento in programma per Sabato 3 Luglio.

Avete letto bene.

Non c’è bisogno di aver superato alcun esame di Semiotica per capire velocemente quali siano le “rime” tra immagine e testo!

Fi. GA è il nome di una bevanda ai FIori di GuaranA’ che ha ottenuto, negli ultimi anni, un discreto successo nel mercato delle bibite “da Aperitivo”. Oltre ad essere, ovviamente, un esplicito riferimento ad una parola volgare, utilizzata per identificare l’organo genitale femminile.

La parola “bomboloni“, scritta evidenziando con l’uso della maiuscole le lettere “O”, annuncia la distribuzione (nel corso dell’evento pubblicizzato) dei classici dolci. Contemporaneamente, però, fa un (nemmeno troppo) velato riferimento ai seni femminili.

Tutto questo è corredato da un’immagine (elemento più classico rispetto al resto) che ritrae Cristina Del Basso (formosa madrina dell’evento ed ex concorrente del Grande Fratello) in biancheria intima scura trasparente e tacchi alti.

Il mio primo pensiero, alla vista del primo di questi manifesti nelle strade della Riviera, è stato: “Ma come hanno fatto ad avere il permesso di farlo uscire?”. Poi “Nessuno se n’è lamentato”? E, infine, “Dal punto di vista di Comunicazione e Marketing, la mossa è  stupida, efficace, astuta, furba e sessista oppure solo stupida e sessista?”.

I fatti sembrano aver fatto muovere l’ago della bilancia in favore della seconda ipotesi. Ieri sera, alla manifestazione, Cristina del Basso non c’era, sostituita all’ultimo da Nina Moric. La giovane ex-gieffina, infatti, non se l’è sentita di partecipare a causa delle tensioni che – come immaginavo – la Creatività dell’affissione ha fatto nascere in Riviera. L’Assessorato al Turismo di Riccione, così come Provincia e Comune, si sono affrettati a prendere le distanze dall’evento ed a specificare di non aver mai concesso il patrocinio allo stesso, accusando l’associazione promotrice (Riccione Abissinia) di aver utilizzato senza permessi alcuni loghi sul manifesto.

Infine, ieri mattina, ha avuto luogo un’operazione di volantinaggio, organizzato dal coordinamento donne Riccione. La “manifestazione” di protesta scontro la discriminazione del gentil sesso nella pubblicità ha avuto luogo nel centro della città, intorno a mezzogiorno.

Ora, non c’è bisogno della laurea in Scienze della Comunicazione per sapere che il corpo femminile è spesso utilizzato “a sproposito” nella pubblicità. Ma qual è, secondo voi, il limite che separa la Creatività dalla mercificazione del corpo della donna?

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