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Dietro le quinte di “L’Altra” con Riccardo Milanesi

Si è conclusa il 30 Dicembre 2010 l’avventura di Martina Dego (Ilaria Silvestri). La protagonista di “L’Altra” – la prima serie italiana sviluppata interamente su Facebook – è rimasta intrappolata per giorni nella biblioteca della sua scuola, in compagnia di una forza soprannaturale. Ad aiutarla, più di 2.300 Facebook Fans, raccolti sulla sua Pagina per seguire la storia ed interagire con Martina commentando i suoi video ed i suoi messaggi.

Il finale a sorpresa è arrivato con circa cinque giorni di anticipo. A differenza di quanto accade per le Serie Tv, però, in questo caso la chiusura anticipata non è stata imposta dalla mancanza di Audience ma da una partecipazione inaspettatamente ampia da parte degli utenti.

Per comprendere i segreti di questo successo Neo-Mediatico, ho fatto qualche domanda a Riccardo Milanesi, il creatore di “L’Altra” e del personaggio di Martina Dego.

1. Ciao Riccardo. Per cominciare, raccontaci qualcosa di te e del team di Peter Pedro. Chi siete? Di cosa vi occupate?

Io vivo tra Voghera e Milano, sono laureato in Scienza della Comunicazione e diplomato alla Scuola Holden di Torino in tecniche della narrazione. Ho scritto sitcom per Magnolia e con un mio corto ho vinto il Mystfest 2008 come migliore soggetto originale.

Insieme ad alcuni soci ho costituito la Pedro Edizioni e Produzioni Artistiche, una società che ha base a Voghera e che crea e realizza progetti per il web, l’editoria e il settore audio/video: libri illustrati, web series, cartoni animati, siti web, musiche e eventi.
2. Com’è nata l’idea alla base di “L’Altra”?

L’idea è nata, come spesso accade, per caso. Volevo realizzare una serie per il web e pensavo a un canale che potesse farla arrivare a più gente possibile e ho pensato che Facebook avesse, come dire, per sua natura una “distribuzione” immediata e virale: gli amici, gli amici degli amici, ecc.

Però postare semplicemente le puntate su Facebook mi sembrava troppo poco. Il social network non doveva essere solo il canale, ma doveva diventare parte integrante della storia. Da qui mi è venuta l’idea di una ragazza chiusa da qualche parte che per chiedere aiuto posta dei video su Facebook. E poi è arrivato il resto.

L’obiettivo era di sperimentare qualcosa di nuovo (per comprenderne le potenzialità sia per l’intrattenimento sia per uno sviluppo commerciale), ma soprattutto di fare un buon prodotto, girando i video in HD con una 5d e curando tutto nei dettagli, dalla preparazione alla postproduzione.

3. Io, scherzosamente, ho chiamato quella di Martina Dego “serie-fb”. Tu come definiresti il genere di “L’Altra”?

Io la definirei ARS, Alternate Reality Series. Una sorta di ibrido tra un ARG (Frammenti ne è stato un ottimo esempio qui in Italia) e una serie tout court. Mi piacerebbe che diventasse un vero e proprio genere.

4. Quanto tempo ci è voluto, tra progettazione e sviluppo, prima di essere pronti ad andare “in onda”? Qual è stato l’investimento complessivo dell’operazione?

Il progetto è nato nella mia testa la scorsa estate, poi tra Settembre e Ottobre ho scritto la storia e abbiamo reclutato gli attori. A Novembre abbiamo girato i video e nel frattempo creato i profili (e i disegni) per dare credibilità al personaggio di Martina.

La serie è stata realizzata con qualche migliaio di euro, siamo riusciti a mantenere una produzione low budget soprattutto perché il gruppo di lavoro era costituito da uno zoccolo duro di professionisti con cui già avevo lavorato che hanno coinvolto altri validissimi colleghi che, convinti della bontà dell’esperimento, si sono dedicati con passione ammirevole e disinteressata. Per “conoscerli” invito tutti ad andare sul sito ufficiale della serie: www.martinadego.com.

5. L’interattività della storia ha giocato un ruolo molto importante in questo “esperimento”. In realtà, le decisioni dei “giocatori” potevano veramente influenzare la storia o la stessa seguiva un percorso preciso ed univoco?

L’idea iniziale era, come dicevo, quella di sperimentare un ibrido tra una serie vera e propria (la messa in onda degli episodi era “logica” e strutturata) e un ARG in cui gli utenti avrebbero avuto la possibilità di interagire con Martina. Ma fin da subito si è creata una community di persone (tutte reali, non abbiamo mai creato nessun fake che pot

esse indirizzare gli altri utenti) che partecipavano attivamente e cercavano davvero di salvare Martina scrivendo post, commentando i video, mandandole mail, interagendo in chat. Così già dal primo giorno ho deciso necessariamente di modificare la struttura velocizzando e intensificando la messa in onda degli episodi viste le richieste e la piega che ormai aveva preso la storia. C’era comunque, com’è ovvio che sia, una maggioranza che seguiva la serie senza partecipare (le statistiche dicono che i video erano visti da migliaia di persone, spesso più del numero di fan della pagina), ma c’era una minoranza così attiva ed entusiasta che non si poteva ignorare. Ogni giorno quindi la storia cambiava sotto i miei occhi, e questa è la caratteristica fondamentale di un esperimento che prende vita su un social network.

La partecipazione alla storia obbliga un autore ad adattarsi rapidamente a mille cambiamenti. Che sono stati tantissimi e radicali, con mia grande sorpresa, ma anche grande soddisfazione.

Uno su tutti, il finale: l’altra Martina, che gli utenti stessi avevano deciso di chiamare Anitram, il penultimo giorno ha lanciato una sfida (che era una delle tante cose non previste in sceneggiatura): se avessero indovinato il finale della storiella giapponese che Martina non aveva mai concluso, lei sarebbe tornata da dove era venuta. La cosa fantastica è che alcuni utenti che ormai definirei “spettattori”, sono stati svegli tutta la notte e hanno disegnato il finale della storiella (che noi avevamo già preparato da giorni), non solo indovinandolo ma anche azzeccando le stesse parole! A quel punto Anitram doveva sparire davvero.

E io ho dovuto cambiare ancora tutto…

6. Quanti erano realmente i personaggi di fantasia presenti nel gioco?

I personaggi di fantasia erano Martina, David, l’Altra (Anitram) che scriveva dal profilo di David, il preside Piero Pedrotti (la “firma” finale, una citazione per assonanza della Peter Pedro) e Irene e sono stati tutti interpretati da me. Volevo fin dall’inizio provare un esperimento nell’esperimento: sentirmi cioè come Martina, solo contro tutti. Un esercizio di scrittura “estrema” che mi ha portato per 8 giorni a scrivere sulla pagina, rispondere alle mail, avventurarmi in chat, riscrivere la storia, senza quasi mai staccarmi da un pc, da un mac e di notte, dal mio letto, da un ipad. Un’esperienza molto stimolante.

7. Quali sono state le principali criticità che avete incontrato nel corso della serie?

All’inizio temevo l’invasione sulla pagina di persone che non avevano letto sui giornali e su Internet la notizia e che quindi non avrebbero capito lo spirito della serie. Invece la cosa è successa solo pochissime volte.

C’erano comunque due persone che controllavano costantemente la pagina (e una che gestiva il forum che è stato importantissimo per tastare giorno per giorno il polso degli utenti) e mi avvertivano dell’arrivo di qualche “disturbatore” che veniva contattato prontamente via mail. Chi anche dopo la mail continuava a disturbare, veniva bannato. Ma sono stati casi isolati, anzi qualcuno, dopo aver letto la mail, si scusava e partecipava alla serie.

8. Quali sono stati, alla fine della serie, i numeri di “L’altra”?

La serie è finita da pochissimo e ci vuole tempo per valutare in modo serio i numeri. Per ora posso dire, in modo molto superficiale ma con soddisfazione, che le visualizzazioni di ogni video sono state migliaia e non hanno mai avuto un calo, che le visualizzazioni individuali della pagina sono state spesso anche superiori al numero di fan e che i commenti ai video e ai post sono stati moltissimi rispetto al numero di fan, una media di 350 al giorno, e bisogna ricordare che erano commenti decisamente articolati, parte integrante della sceneggiatura collettiva.

Per quanto riguarda il sesso, gli uomini sono stati il 60% e le donne 40% e la fascia di età che ha partecipato di più è stata quella dai 18 ai 35 anni.

9. Cosa vi ha insegnato questa esperienza? Cosa cambieresti, dovendo scrivere e progettare una nuova storia ed una nuova struttura narrativa?

Anche per questa domanda posso solo per ora fare delle considerazioni “a caldo”. Sicuramente lascerei ancora più spazio agli utenti, sempre però mantenendo la struttura da serie. Per questo genere di progetti, Facebook è una piattaforma con molti pregi, ma anche tanti difetti e su questi ultimi ci sarà da lavorare. Ho in mente nuove soluzioni (soprattutto per quanto riguarda i tempi, l’interattività real time e le modalità di accesso), ma voglio studiarle con i miei collaboratori.

10. Cosa avete in programma per il futuro? Pensate di riutilizzare questo tipo di “format”? Rivedremo Martina Dego?

Martina Dego tornerà sicuramente, nei prossimi mesi vorrei realizzare un “diario” di questa esperienza, magari accompagnato da considerazioni di qualche addetto ai lavori, e un libro a fumetti con Martina protagonista (Giulia Barbieri, l’illustratrice della Peter Pedro, la “mano” di Martina, sta già studiando i disegni).

11. Quali pensi possano essere gli utilizzi di questo tipo di narratività? Semplice intrattenimento o potenzialità per il marketing?

Secondo me possono essere molteplici: sia intrattenimento (un nuovo modo per intendere le serie, per vivere i giochi di ruolo, una trasposizione crossmediale dei romanzi collettivi, una sorta di improvvisazione teatrale sul web, ecc.) oppure anche un veicolo per fare marketing virale, una nuova opportunità che ha un brand per farsi pubblicità. Insomma gli sviluppi a cui stiamo lavorando sono tantissimi.

Ringrazio Riccardo Milanesi per aver risposto alle mie domande e vi do appuntamento ai prossimi giorni per il terzo post su Martina Dego e “L’Altra”, con le mie considerazioni personali (e qualche tecnicismo) sulla serie, che ho seguito con grande interesse. Nel frattempo, per saperne di più sugli attori della serie e sui suoi realizzatori, visitate il Sito Ufficiale di Martina Dego e guardate i titoli di coda di “L’Altra”, che vi lascio alla fine del post!

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