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Marketing Ecclesiastico per l’8×1000

Tema ricorrente di questi giorni, in radio ed in TV, è l’acceso dibattito sullo “scandalo” delle proprietà immobiliari della Chiesa Cattolica e l’uso che essa ne fa. Organizzazioni come Propaganda Fide si occupano di gestire questi beni (appartamenti nel centro di Roma, terreni, etc.) al fine di ottenere denaro utile al finanziamento delle Missioni in ogni parte del mondo.  Tali possedimenti terrieri ed immobiliari, però, sono solo una parte del patrimonio che la Chiesa ha a sua disposizione. E’ nota e molto discussa l’opulenza ostentata da Vescovi, Cardinali e Papi, con capi di vestiario lussuosi e monili in oro e gemme preziose. Questo – si dice – in netto contrasto con la “purezza” e la “povertà” professata dai principi del culto stesso. Un classico commento “da bar” è: “Perché il Papa non vende un anello e ci sfama 7000 bambini africani per dieci anni?”.

Certo, senza una Chiesa “ricca” nella Storia, l’Italia non avrebbe a disposizione la maggior parte di opere d’arte fonte di turismo e guadagno: ricordiamo, infatti, che le più grandi opere d’Arte, tra dipinti, monumenti, statue ed edifici oggi considerati patrimoni culturali inestimabili furono commissionati dalla Chiesa ad artisti come Michelangelo, Raffaello ed il Bernini. Questo, ovviamente, in un passato ormai remoto in cui la civiltà era ben lontana dall’essere quella che è oggi e nel quale il valore della vita umana era considerato diverso da tutti. Oggi la scelta di un anello in oro con rubino da indossare “per fini di culto” è inconcepibile di fronte alla possibilità di utilizzare il denaro richiesto per esso allo scopo di finanziare opere di bene, ovviamente parliamo sempre di organizzazioni religiose il cui fine è quello di fare del bene.

Perché, quindi, sfrattare disabili ed anziani per far posto negli appartamenti a ricchi politici che, a differenza dei primi, “possono permetterseli”? Fino a che punto ha senso fare questo per guadagnare soldi per finanziare altre opere di bene? Fare del male ad alcuni per poter poi fare bene ad altri appare una logica quantomeno discutibile.

Una Chiesa Cattolica “sotto accusa” quest’anno ha ridotto sensibilmente il numero di Spot per chiedere l’8×1000 agli italiani. Vediamo oggi uno spunto d’analisi di Comunicazione Pubblicitaria che prende in esame due metodi di “contrasto” alla Comunicazione della Chiesa Cattolica relativamente alle Campagne 8×1000.

Per prima cosa, vediamo uno Spoof. Che cos’è? Uno Spoof è la parodia di un Contenuto, in questo caso di uno Spot pubblicitario. La creazione di questi Contenuti “di seconda mano” avviene prevalentemente ad opera degli utenti stessi ed è una delle armi a doppio taglio della Comunicazione 2.0. Il significato della nascita di uno Spoof (o, più frequentemente, di una serie di Spoof) può essere indice di più effetti sul pubblico: prendendo il caso di uno Spot, o è completamente ridicolo o l’idea è veramente “virale”. In un terzo caso, legato in parte alla prima ipotesi, il Contenuto può essere imitato per evidenziare i difetti del messaggio allo scopo di fare una Contro-Comunicazione. E’ il caso dello spot che potete vedere nel video qui sotto:

8×1000 Chiesa Cattolica [Spoof]

La Contro-Comunicazione, in questo caso, viene fatta imitando alla perfezione lo stile del classico Spot della Chiesa Cattolica per l’8×1000, criticandone però il messaggio ed offrendo motivazioni per NON destinare la cifra alla Chiesa Cattolica.

Una seconda modalità di “contrasto” comunicazionale, si ha attraverso l’uso di un piccolo accenno finale al punto debole del Competitor. Lo vediamo meglio nello Spot della Chiesa Evangelica Valdese per l’8×1000:

8×1000 Valdesi

In realtà, avrei preferito fare riferimento ad uno Spot radio dei Valdesi che ho sentito recentemente, ma non mi è stato possibile trovarlo online. Il contenuto era lo stesso: richiesta per l’8×1000 e “frecciata” finale al Competitor, sotto forma della frase “Nemmeno un centesimo sarà utilizzato per le spese di culto”. In quell’espressione c’è un Valore Aggiunto che va a porsi in netto contrasto con ciò che si dice attualmente della Chiesa Cattolica: “noi Valdesi utilizzeremo le donazioni per finanziare progetti ed opere di bene, senza acquistare mantelli in ermellino od anelli d’oro “a cassettate” (per citare lo Spoof proposto sopra)”.

Le vostre considerazioni ai commenti, qui sotto! 😉

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