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Donne bevono Tantum Rosa: lo Spot non era chiaro

Solamente tra il Dicembre 2009 ed il Gennaio 2010, le segnalazioni ai Centri Antiveleni di Milano e Pavia sono state 50.

Da quando Tantum Rosa, il prodotto per l’igiene intima femminile di Angelini, è diventato un farmaco da banco ed è stato pubblicizzato in TV, i casi di intossicazione per ingestione accidentale del prodotto sono passati da 0,5/mese a 16/mese. Questi i dati del Centro Antiveleni di Pavia, che chiama in causa lo spot stesso: a quanto pare, ha tratto in inganno le consumatrici. Queste non hanno compreso che la polvere nella bustina era sì da sciogliere nell’acqua, ma da utilizzarsi per lavanda vaginale e non come “antidolorifico” per ingestione.

Tantum RosaLo spot incriminato (dell’agenzia Armando Testa, tra l’altro) – al momento irreperibile su YouTube per questioni di Copyright – è stato prontamente modificato dall’azienda ed ora specifica a più riprese che il prodotto è per “uso esterno”.

Di certo, si tratta di un Communication FAIL abbastanza evidente. Tuttavia, ritengo che la precisione della comunicazione pubblicitaria non sia la sola ad aver contribuito a generare il malinteso.

A costo di essere impopolare, devo dire che – Spot o meno – una persona è tenuta comunque ad informarsi al momento dell’acquisto di un medicinale in merito al suo utilizzo, leggere il libretto interno o quantomeno il breve riassunto sulla scatola. Non posso non attribuire una parte della responsabilità di quanto accaduto allo scarso utilizzo del sacro Buon Senso da parte delle malcapitate consumatrici che hanno, in seguito, ingerito il Tantum Rosa.

Posso, poi, rilevare un problema di comunicazione anche da parte dell’azienda in fase di Naming del prodotto. Angelini, infatti, è la casa produttrice di Tantum Verde, il celebre collutorio il cui nome ed utilizzo sono davvero molto conosciuti. Il nuovo prodotto, Tantum Rosa, ha un nome forse troppo simile al primo, che porta ad associare (anche inconsapevolmente) la sola parola Tantum al primo prodotto, suggerendo quindi anche le sue stesse modalità di utilizzo.

Questo, unito ad una probabile mancanza di precisione nel messaggio pubblicitario, ha causato il pericoloso effetto sul pubblico che si è poi riscontrato. All’Agenzia Armando Testa posso però rimproverare l’adesione al comune malcostume di creare Spot per medicinali incentrando l’attenzione sul loro essere “cool” e “portare il sorriso” piuttosto che sul loro utilizzo.

A spezzare una lancia in favore di clienti, Azienda ed Agenzia Pubblicitaria (ma non a favore del Buon Senso) c’è poi una teoria un po’ inquietante, che vorrebbe volontaria l’assunzione di Tantum Rosa: il principio attivo benzidamina, infatti, se ingerito ha come effetti giramento di testa, vertigini ed euforia (oltre a poter causare malesseri di vario tipo come la perdita di sensibilità agli arti). L’effetto “droga” che può provocare l’assunzione orale di Tantum Rosa sarebbe, quindi, alla base della sua assunzione da parte di alcuni soggetti.

Detto questo, chiedo il vostro parere. In particolare mi rivolgo alle donne: voi ci sareste “cascate”? Come giudicate lo Spot?

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